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07/02 IL CATTIVO CANE E' SEMPRE IL FRUTTO DI UN CATTIVO
PADRONE |
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Addestramento
classico significa fondamentalmente insegnare al cane degli
esercizi finalizzati alla gara agonistica, senza tener conto
delle normali esigenze della vita di tutti i giorni. Infatti
un animale perfettamente addestrato per le gare può
essere diseducato nella vita quotidiana. Questo metodo educativo
è basato sulla costrizione, ovvero è il proprietario
che costringe il suo amico a fare determinati esercizi.
Al contrario, il metodo gentile richiede la comunicazione
tra cane e conduttore, o padrone, e permette di creare un
rapporto di vita armonico. In questo tipo di relazione il
conduttore convince il suo pet a fare determinati esercizi,
premiando i comportamenti desiderati e ignorando quelli
indesiderati, in modo da incentivare la ripetizione in futuro
di quell’esercizio che ha consentito al nostro fedele
amico di ricevere in cambio un bocconcino prelibato o delle
coccole. Per educare in modo corretto occorre quindi stabilire
fin da subito che il capo branco è il padrone, e
per arrivare a questa meta non bisogna, come molti pensano,
picchiare o sgridare il proprio cane per sottometterlo,
ma è sufficiente seguire alcuni semplici suggerimenti,
tenendo presente che il cane deriva dal lupo, che è
un animale gerarchico. Il lupo capo branco è il primo
ad avvicinarsi al cibo, perciò prima mangiamo noi
fino a sazietà e solo successivamente il cane. Il
capo branco è quello che dorme nei posti migliori
e più elevati da terra, perciò l’uomo
sul letto e il cane no. Il capo branco è sempre il
primo ad oltrepassare il varco della tana quindi, quando
si rientra dalla passeggiata, è l’uomo che
deve sempre essere il primo a passare dal cancello. E’
molto importante non abbassare mai lo sguardo con il cane
quando lui ci fissa, perché il capo branco non abbassa
mai lo sguardo. E’ il gregario che deve farlo per
primo. Inoltre, è utile abituare il nostro amico
a sottrargli la ciotola mentre sta mangiando e a impossessarci
del suo osso per alcuni istanti quando lui lo sta mordicchiando.
Una mancata o non corretta educazione di base, la superficialità
e le abitudini sbagliate sono spesso la causa principale
di problemi anche seri, come quelli di cui parlano talvolta
i mezzi di comunicazione. Ricordiamo infine che quasi tutte
le aggressioni da parte di cani sono riconducibili a dirette
responsabilità umane, perché facilmente le
colpe non sono di un cattivo cane, ma di un cattivo padrone.
Educando e socializzando nel modo migliore il nostro pet,
s’instaura un rapporto godibile a tempo pieno e possiamo
tranquillamente portarlo con noi anche in ferie, sicuri
del suo comportamento e che non ci creerà imbarazzi
o problemi col prossimo. Per ulteriori suggerimenti, seguiteci
anche sul web, a www.fidobau.it, e partecipate al Forum
di Giorgio Campanini. Altrimenti scrivete a club@fidobau.it,
o telefonate al 348.8819981.
Baracchi Marco
Socio Fidobau Club
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14/02 INSEGNAMO AI BAMBINI A RISPETTARE E A NON AVER PAURA
DI FIDO |
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Quando
mia figlia era piccola, capitava ogni tanto che al pomeriggio
venisse qualche sua amichetta a trovarla. Allora Rolly,
il volpino, era poco più di un cucciolo, un gigante
di 15 cm. Una sera venne una mamma a riprendersi la figlioletta
che era rimasta a giocare con la mia, e quando fece per
entrare in casa si accorse all’improvviso della presenza
del cane. Allora prese la bambina per un braccio e, strattonandola,
la portò fuori in un battibaleno, gridando di stare
attenta a Rolly. Istintivamente reagii scoppiando a ridere,
ma poi cercai di spiegarle che poteva stare tranquilla,
perché non c’era alcun pericolo. Purtroppo
la signora non intese ragioni e non mandò più
la bambina in casa nostra, dove risiedeva l’orribile
mostro. Certamente la paura era solo sua, perché
la figlia con il cane ci aveva giocato per diverse ore,
ma di fronte alla reazione della madre sembrava un cerbiatto
spaventato, pensierosa forse sul perchè noi l’avessimo
lasciata in balia di un animale così feroce. Da allora
incominciai a notare quanto non sia difficile vedere delle
madri a spasso con i figli che, in presenza di un cane anche
di piccola taglia, allontanano il bambino raccomandandogli
di prestare attenzione alla presunta pericolosità
dell’animale. Indubbiamente è giusto insegnare
ai bambini a essere prudenti, in queste circostanze, ma
forse lo è ancora di più insegnargli a conoscere
e a rispettare la natura di questi nostri amici e le differenze
esistenti, perché, per quanto bene gli si voglia,
hanno le loro peculiarità. Amarli significa anche
adeguarsi a regole e concetti diversi da quelli degli esseri
umani, per poter instaurare un adeguato rapporto. Molti
adulti pagano il prezzo di paure acquisite nell’infanzia,
a volte dopo spiacevoli episodi che li hanno visti protagonisti,
in genere causati da una mancanza di conoscenza unita alla
naturale spontaneità che si ha da piccoli. Come in
tante altre situazioni, utile sarebbe aumentare il livello
e la diffusione dell’educazione nei confronti degli
animali, non solo cani o gatti, anziché ricorrere
all’allarmismo generalizzato o alla demonizzazione
insensata. Insegniamo ai bambini che ci sono regole da rispettare,
come quella che non devono correre ad abbracciare un cane
sconosciuto appena incontrato, ma di lasciargli il tempo
di adeguarsi a loro, di annusarli e di essere sicuro di
non correre pericoli lui stesso. Dopo, facilmente accetterà
e gradirà le carezze. E non dimentichiamo che a volte
dovremmo essere noi, i padroni, a dire al cane di non fidarsi
di tutti gli uomini che incontra, ma di stare attento, perché
possono essere pericolosi. Scriveteci le vostre esperienze
a club@fidobau.it, oppure telefonate al 348.8819981. Per
partecipare al Forum di Giorgio Campanini, visitate il nostro
indirizzo web, www.fidobau.it.
Susi Tassinari
Presidente Fidobau Club
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21/02 FAR VIAGGIARE FIDO IN MACCHINA PU0' ESSERE UN PROBLEMA |
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Quando
presi Rolly immaginavo che sarebbe stato sempre con me,
che mi avrebbe accompagnata qualsiasi cosa avessi fatto
e ovunque fossi andata ma, per diversi problemi, una cosa
che non riuscii subito a fare fu quella di abituarlo a viaggiare
in macchina con noi. Ad esempio, quando si partiva per andare
a trovare i nonni che abitano in un’altra città,
in macchina ci saliva volentieri però, dopo poco,
si metteva giù, mogio, mogio e i suoi occhi diventavano
imploranti. Allora ci si fermava un po’, il tempo
di un caffè per noi e di una sgranchitina alle zampe
per lui, e poi si ripartiva. Se il viaggio era abbastanza
breve, Rolly non era al settimo cielo ma resisteva, altrimenti
capitava che, anche a solo 10 metri dall’arrivo, stesse
male. A quel punto il problema era grave, perché
dovevamo sempre decidere, per non farlo stare male, se andare
senza di lui o rimanere tutti tranquilli a casa. Per cercare
una soluzione mi rivolsi al nostro veterinario, il quale
mi consigliò delle goccine da dargli prima della
partenza. Così facemmo ed effettivamente Rolly smise
di stare male, ma gli si leggeva lo stesso negli occhi che
non era felice. Sembrava che mi dicesse che veniva con noi
giusto per farci piacere, ma che non dovevo pensare che
fosse entusiasta. Fortunatamente per lui e per noi, adesso
riesco a portarlo in macchina più spesso, facendogli
fare piccoli giretti, e questi gli stanno rendendo l’automobile
un po’ più simpatica. Lo porto anche in ufficio
con me, e quando mi vede in mano il guinzaglio corre pronto
a farselo mettere. E’ così veloce che a volte
penso che se potesse se lo infilerebbe da solo. Poi si avvicina
allo sportello della macchina quasi con frenesia, si fa
mettere sul sedile posteriore con la sua cintura di sicurezza
e poi, tutto contento, incomincia a guardare fuori dal finestrino.
Probabilmente vede un mondo tutto nuovo, visto che prima
al finestrino neanche si avvicinava. Forse, se avessi incominciato
subito ad abituarlo con qualche viaggio breve Rolly, visto
come reagisce adesso, non avrebbe avuto problemi a girare
in macchina. Invece non sono riuscita a farlo allora, quando
era cucciolo, e adesso, che è un po più anzianotto,
sto recuperando qualche vecchio errore. Ma più di
tutto è senz’altro l’amore che ha per
me e la voglia di rimanermi accanto anche in ufficio che
lo spingono a sopportare il disagio. Così possiamo
ritrovarci insieme anche sul lavoro. Io alla mia scrivania,
e lui nell’angolino che si è scelto, sempre
pronto a uno sguardo, una carezza, un complimento. E la
giornata di lavoro passa più in fretta anche per
me. Scriveteci le vostre esperienze a club@fidobau.it, oppure
telefonate al 348.8819981. Per partecipare al Forum di Giorgio
Campanini, visitate il nostro indirizzo web, www.fidobau.it.
Susi Tassinari
Presidente Fidobau Club
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28/02 I REGOLAMENTI NON DEVONO ESSERE MANOVRE
PRE-ELETTORALI |
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Per tutti
noi di Fidobau, proprietari, o forse più genitori
adottivi, di piccoli amici domestici e membri di un’associazione
animalista, è sempre un piacere quando la pubblica
amministrazione recepisce la necessità di migliorare
il rispetto e l’attenzione dovuta anche agli appartenenti
a specie diverse da quella umana. Abbiamo molto apprezzato
il lavoro che ha portato la nostra Provincia, prima in Italia,
a realizzare la Carta di Reggio su Obblighi umani e interessi
degli animali e, a testimonianza, su www.fidobau.it ne abbiamo
subito pubblicato il testo, per agevolarne la conoscenza
e diffondere maggiormente i contenuti. Lo stesso ora facciamo
per il Comune di Reggio che, a cura dell’Assessorato
Ambiente, ha elaborato un Regolamento per la Tutela e il
Benessere degli animali, e di cui abbiamo potuto leggere
la bozza finale prima dell’esame in Consiglio Comunale.
Il documento è senz’altro interessante, introduce
molte novità, regolamenta situazioni già vissute
nella realtà quotidiana, e ne disciplina altre che
da tempo meritavano considerazione. Gli autori hanno impiegato
anni di lavoro per arrivare ai 39 articoli che lo compongono
e s’impone quindi una lettura molto attenta degli
stessi, certamente più approfondita ed estesa di
quanto abbiamo potuto fare al momento, magari aprendo anche
un forum sul nostro portale per dibatterne liberamente assieme
a tutti gli interessati. Intanto ci limitiamo ad alcune
impressioni e speranze a caldo. Vorremmo che il Regolamento
fosse un aiuto per tutti gli amici degli animali, e non
un ostacolo per chi, animato da buone intenzioni, si trovasse
a commettere errori anche veniali per semplice mancanza
di conoscenza. Vorremmo che venisse utilizzato per promuovere
il miglioramento culturale della nostra società,
dell’ambiente in cui viviamo, della qualità
della vita di tanti animali che soffrono inutilmente. Vorremmo
che continuasse l’impegno non solo delle associazioni
come la nostra, ma anche di tutti i reggiani, indipendentemente
dal lavoro svolto, l’idea politica, il credo religioso,
e qualunque altra cosa possa sembrare una differenza. Non
vorremmo che servisse ad aumentare il lavoro di tribunali,
preture e uffici giudiziari anche di nuova istituzione.
Non vorremmo che, dopo un turbinio di attività in
fase pre-elettorale, si perdesse quanto raggiunto, rinviando
sine die l’attuazione del necessario e, soprattutto,
dell’indispensabile. Ci impegnamo, nei limiti delle
nostre possibilità, a sostenere tutto quello che
di buono si possa fare e ad aiutare chi sia disposto a farlo,
se vorrà accettarci. Perché in fondo siamo
innamorati dei nostri amici a due e quattro zampe, e ci
piace credere di essere dalla parte dei buoni, quelli che
alla fine fanno vincere il bene sul male. Scriveteci le
vostre esperienze a club@fidobau.it, oppure telefonate al
348.8819981. Per partecipare al Forum di Giorgio Campanini,
visitate il nostro indirizzo web, www.fidobau.it.
Susi Tassinari
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