05/06 ANCHE IL VOLPINO VA IN VACANZA
Più che il clima sono l’avvicinarsi della fine delle scuole e le elezioni a ricordarmi che ormai incomincia il periodo delle ferie estive e, come al solito, mi domando se sono a posto con i miei amici a quattro zampe. Per i gatti non ci sono problemi, i nonni sono nonni anche per loro. Qualche coccola, le ciotole piene, la lettiera pulita, e noi possiamo anche allontanarci per qualche giorno. Al ritorno dovremo aspettarci qualche minuto di lamentele e qualche ora di carezze, ma tutto si sistemerà senza rancori. In fin dei conti anche i nonni non sono male. Con Rolli invece non va così liscia. Il cane soffre se è lontano dal padrone, e anche se il volpino non è così morbosamente assetato di coccole come altre razze, staccarsene è molto difficile. Già da tempo la scelta è stata quella di portarlo con noi o, in estrema alternativa, affidarlo a mani amiche in strutture organizzate. E’ bello notare che in questi anni tanto è cambiato per chi vuole andare in vacanza con i suoi piccoli amici, e con Internet basta un po’ di navigazione per trovare alberghi, pensioni, agriturismo e simili ben disposti ad accogliere anche gli animali al seguito. Anni fa bisognava contare sul passaparola di amici e conoscenti, adesso sembra che stia passando da fenomeno di nicchia, riservato ad una minuscola fetta di turisti, a prassi diffusa un po’ ovunque e per tutte le tasche. Da notare che non si parla più solo di box per custodire il cane, ma di ambienti e zone attrezzate, con spazio anche per l’intrattenimento, e disponibilità garantita di un veterinario in caso di necessità. Le limitazioni in genere sono sulla taglia del piccolo e non è difficile intuire che un mastino napoletano da 100 kg. abbia più difficoltà di un chihuahua, sia a pelo lungo che corto. Al mare ci sono anche spiagge dove lasciarli liberi senza guinzaglio o museruola, dove fargli fare la pennichella assieme a noi, sotto l’ombrellone, e dove portarli a fare una nuotata in compagnia. Bastano un po’ di pazienza, un computer collegato a Internet e un paio di motori di ricerca. Altrimenti, per chi ha fretta, anche sul nostro sito, www.fidobau.it, trovate qualche indirizzo che può esservi utile. Scriveteci le vostre esperienze a club@fidobau.it, oppure telefonate al 348.8819981. Per partecipare al Forum di Giorgio Campanini, visitate il nostro indirizzo web, www.fidobau.it.
Susi Tassinari
Presidente Fidobau Club

12/06 QUANDO C'E' IL SOLLEONE FARE ATTENZIONE AL COLPO DI CALORE
La scorsa settimana abbiamo pensato a chi, nel periodo estivo, sceglie di andare in vacanza in qualche località turistica accompagnato dal cane di casa. Per i reggiani che invece preferiscono fare vacanze separate dagli amici a quattrozampe, dobbiamo ricordare che in città e nei suoi dintorni esistono alcune strutture che si propongono per accogliere i nostri affetti. Fra quelle più organizzate possiamo citare la Baita di Richard, a Montecchio. Se ancora non la conoscete, provate a farci una visita e troverete villini in legno, servizi, programma di trattamento, alimentazione controllata e l’igiene che dobbiamo sempre pretendere. Naturalmente ce ne sono anche altre, con diverse caratteristiche, in grado di offrire il servizio che ci occorre. L’unica cosa che gli mancherà sarà il nostro amore, ma in fondo quando si va in vacanza bisogna anche fare nuove amicizie, e al ritorno saremo tutti più contenti di ritrovarci. E per chi non parte proprio, ma rimane in città ad affrontare i mesi più caldi dell’anno, qualche precisazione per non commettere errori. Anche il nostro cane infatti può rimanere vittima di un colpo di calore, quindi occorre premunirsi. La sua termoregolazione gli consente di tollerare temperature di 42-43 °C solo per pochi minuti, dopo iniziano gravi alterazioni del sistema organico e conseguente possibile edema cerebrale. I sintomi a cui stare attenti sono, oltre all’evidente difficoltà di respirazione, mucose rosso vivo per la forte congestione, elevata frequenza cardiaca, ed anche tremori o convulsioni. In questi casi indispensabile chiamare il veterinario di fiducia e, nell’attesa, cercare di fargli calare la temperatura, ma gradatamente, con attenzione. Mettere il piccolo all’ombra, bagnargli con acqua fredda il collo o immergerlo completamente in acqua fresca, se possibile, arrivando al ghiaccio nel caso la temperatura non scendesse. Ovviamente, nel telefonare al veterinario, meglio fargli il quadro della situazione e chiedergli maggiori suggerimenti. Tutti inorridiamo quando sentiamo di cani lasciati chiusi in macchina e al sole per ore, ma a volte basta un ambiente con cattiva ventilazione, come la cuccia o il garage, a provocare il guaio. Cerchiamo di difenderli con la stessa attenzione che dedichiamo agli altri membri della famiglia. Scriveteci le vostre esperienze a club@fidobau.it, oppure telefonate al 348.8819981. Per partecipare al Forum di Giorgio Campanini, visitate il nostro indirizzo web, www.fidobau.it.
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19/06 QUANDO IL CUCCIOLO SI AMMALA
Ci sono problemi cha faticano a scomparire e un caso recente ne è un ottimo esempio. Parlo dell’acquisto di un cucciolo di razza, di una non molto diffusa in Italia, e quindi caratterizzata dalla presenza di pochi allevatori e di scarse cucciolate annuali. Non è importante quale sia la razza specifica, perché le situazioni si ripetono indifferentemente. Il futuro proprietario si rivolge all’allevatore prescelto e, dopo un paio d’anni di attesa, finalmente riceve il piccolo, correttamente svezzato e vaccinato ma, nel giro di pochi giorni, questi si ammala. I sintomi non sono inconsueti, ma s’impone una visita dal veterinario, che individua una cura. Nonostante la terapia il paziente non guarisce e si arriva alla decisione di interpellare anche l’allevatore, che suggerisce di riportargli il piccolo per cercare di guarirlo. Sono ancora in attesa degli sviluppi, che spero positivi, ma voglio indicare due aspetti principali, quello affettivo e quello economico. Quando porti a casa un cucciolo, soprattutto se a lungo desiderato, te ne innamori immediatamente e situazioni come queste sono strazianti. E’ dura per un adulto, ma è terribile per un bambino. La serietà e l’avvedutezza del padrone di cui sto parlando non è stata sufficiente ad evitare il problema, perché rischia di perdere il cucciolo, ma rivolgendosi ad un allevatore serio, come indicano la lunga attesa prima della consegna e il corretto svezzamento, avrebbe dovuto essere tranquillo. Prendere un piccolo da un venditore qualunque aumenta notevolmente il rischio, e si parla diffusamente di esemplari importati da altri paesi che vengono ceduti senza alcun controllo serio. Capitano piccoli che sono stati staccati dalla madre troppo presto, e sono destinati a salute cagionevole, che non sono mai stati vaccinati, o che presentano evidenti difetti. In questi casi la mortalità cresce velocemente. L’allevatore corretto ama i suoi cani e mette a disposizione dell’acquirente tutta la sua esperienza se insorgono inconvenienti. Dal lato economico la paura è quella di rimetterci i soldi spesi che, trattandosi di una razza particolare, non sono pochi. Anche in questo si nota la bontà della scelta iniziale, perché chi lavora seriamente non esita mai ad offrire la sostituzione, se possibile, o altrimenti il rimborso. Ma se il portafoglio è contento, la ferita al cuore per il distacco rimane e sanguina lo stesso. E se può accadere anche a chi fa le cose in regola, pensate bene ai rischi che correte scegliendo la strada che sembra la più facile e la meno costosa, dove nessuno vi offre garanzie. Scriveteci le vostre esperienze a club@fidobau.it, oppure telefonate al 348.8819981. Per partecipare al Forum di Giorgio Campanini, visitate il nostro indirizzo web, www.fidobau.it.
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26/06 COME POSSIAMO ORIENTARCI TRA RINGHI, GUAITI E ULULATI
E’ notizia recente di esperimenti che hanno dimostrato come i cani siano in grado di riconoscere almeno 300 parole umane, ed anche di elaborare pensieri per arrivare a conclusioni logiche. Siamo noi che a volte abbiamo difficoltà a comprendere le loro parole, anche se hanno una notevole varietà di forme di espressione. Un cucciolo incomincia già nelle prime settimane di vita a sperimentare il ringhio, che noi interpretiamo come minaccia, ma che invece a volte è solo espressione di divertimento nel gioco. Prudente quindi considerarlo un avvertimento perché c’è il caso che lo stiamo infastidendo facendo qualcosa di sbagliato, ma consideriamo anche se sta ritirando le labbra per mostrare i denti, o se è troppo impegnato a strattonare il pupazzo che gli abbiamo dato. L’abbaiare è forse la prima cosa che associamo ad un cane, in genere per verificare con l’allevatore se il piccolo che stiamo prendendo diventerà un seccatore per la famiglia e il vicinato. I significati dell’abbaiata sono molti e vanno dall’invito al gioco, al desiderio di tenersi in contatto col branco, all’avvertimento di una presenza sconosciuta e sospetta. I segugi, abituati a lavorare in muta per la caccia, devono parlarsi per sapere le rispettive posizioni, ma ci sono razze, come i Terrier e gli Spitz (il mio Rolli), che appartengono al gruppo degli allarmisti, in particolare a bassa soglia di reazione. Significa che basta un nonnulla per scatenarli, come ben sanno i bambini del quartiere, e che a volte ci vuole impegno per farli smettere. Se danno sicurezza a chi abita da solo, che può contare su una sirena ipersensibile, sono una tortura per le orecchie di chi ama la tranquillità del silenzio. Questo per distinguerli dai cani da guardia vera e propria che si limitano ad abbaiare se vedono minacciato il territorio, e quelli da difesa che considerano il pericolo per la famiglia, entrambi quindi poco inclini a scattare al minimo rumore. Se i levrieri sono i più silenziosi, eccezione maggiore sono i Basenji, che non sapendo abbaiare, emettono suoni caratteristici. Questa caratteristica, accompagnata da una soglia di reazione alta, garantisce la quiete. Alcune razze, prevalentemente nordiche, usano l’ululato, verso tipico del lupo. Nei lupi ha significato di coesione sociale, ma nei cani solitamente va riferito allo stress. Aspettatevi di sentire il vostro cane ululare quando si sente solo e vuole attirare la vostra attenzione. Il guaito invece è la tipica espressione del dolore, non solo fisico. Conosco una cagnolina che guaisce in modo straziante non appena i padroni si allontanano da lei di pochi passi o se non la mettono nel cestino della bicicletta per portarla a spasso.Scriveteci le vostre esperienze a club@fidobau.it, oppure telefonate al 348.8819981. Per partecipare al Forum di Giorgio Campanini, visitate il nostro indirizzo web, www.fidobau.it.
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