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03/07 IL MICIO COMUNICA CON NOI UTILIZZANDO TUTTO IL CORPO |
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Quando
accarezziamo un gatto ci aspettiamo di sentirlo fare le
fusa e interpretiamo queste come un segno di apprezzamento,
di piacere per le coccole che sta ricevendo. Ma non è
sempre così. Secondo una vecchia fiaba tedesca, una
principessa fu costretta a filare diecimila matasse di lana
in un solo mese per poter salvare il suo innamorato. Non
ce l’avrebbe fatta se non fosse stata aiutata dai
suoi gatti e lei, per ricompensarli, decise di donare loro
le fusa, cioè quel suono prodotto dai fusi del filatoio
quando girano. E' un modo simpatico per spiegarne l'origine,
ma non ci aiuta a comprenderne il significato. Per molti
sono da considerare un mezzo di espressione di vari stati
d'animo, comprese la noia e la sofferenza, perchè,
se le ascoltiamo con attenzione, possiamo notare che non
sono sempre uguali, ma variano. Più sono irregolari,
più il gatto prova piacere, mentre se sono uniformi,
sempre con lo stesso ritmo, possono indicare che il piccolo
incomincia ad annoiarsi o è stanco. Da valutare poi
l'effetto che le fusa hanno sulle persone. In genere provocano
un senso di tranquillità e di rilassatezza, oltre
a predisporre positivamente il nostro stato d'animo e farci
sorridere. Possono quindi essere un'utile sistema per il
gatto non solo per farsi accettare dall'uomo, ma anche per
ottenerne i favori. Mi è capitato anche di leggere
di un possibile effetto ipnotico, raccontato da un tizio
che ebbe la sfortuna di essere azzannato da un leone e che
diceva di non essere riuscito a reagire mentre questo lo
trascinava, bloccato dalle fusa che il felino emetteva incessantemente.
Ma il micio di casa utilizza anche il corpo per comunicare
con noi. Coda, orecchie, vibrisse, tutto serve a spiegarsi.
Coda alzata e orecchie dritte significano attenzione, come
quando è impegnato negli agguati della caccia e del
gioco. Se solo la coda è dritta potete contare sulla
sua contentezza. Fate caso a come la tiene quando gli date
da mangiare o lo accarezzate. Dritta e agitata, sintomo
di irritazione e se tiene anche la bocca aperta mostrando
i dentini, il cattivo umore è certo. Sdraiato a pancia
in su mostra fiducia o sottomissione, mentre la schiena
inarcata suggerisce di evitare di importunarlo. I soffi
indicano la posizione d'attacco o di difesa da un possibile
pericolo, e così anche le urla, che quando arrivano
ad essere acute segnalano la disperazione del terrore, come
negli esseri umani. Capita a volte che senza apparente motivo,
il vostro gatto vi graffi anche se lo stavate solo coccolando.
Vuol dire che avete ignorato i segnali che vi ha fatto prima,
per indicarvi il suo fastidio. Occhio quindi a quando incomincia
a tenere le orecchie dritte all'indietro, perchè
quello che succede dopo potrebbe essere solo colpa vostra.
Lui ci prova sempre a spiegarsi, e arriva ad essere un po'
manesco solo se lo costringiamo o non rispettiamo le sue
esigenze. Scriveteci le vostre esperienze a club@fidobau.it,
oppure telefonate al 348.8819981. Per partecipare al Forum
di Giorgio Campanini, visitate il nostro indirizzo web,
www.fidobau.it.
Susi Tassinari
Presidente Fidobau Club
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10/07 LE ZANZARE NON SONO SOLO IN INCOVENIENTE DI STAGIONE |
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Siamo nel
pieno di quel periodo dell’anno in cui il clima ci
invita a goderci il bel tempo e a fare qualche scampagnata,
preferibilmente in compagnia del nostro cane, che finalmente
può approfittarne per qualche corsa in un prato o
un po’ di esplorazione in un bosco. Ma l’estate
porta anche le zanzare, e con esse non solo l’incremento
delle vendite di prodotti specifici per l’uomo, ma
anche di quelli per i nostri piccoli amici. Più che
il fastidioso prurito, i cani devono temere le conseguenze
della filariosi cardiopolmonare, altrimenti detta filaria,
che è una grave malattia provocata da un verme, la
Dirofilaria Immitis, trasmessa dalla puntura di zanzare
infette. Gli antipatici insetti sono il mezzo di trasporto
della filaria, contaminandosi quando succhiano il sangue
di animali ammalati,e trasmettendo con lo stesso sistema
le microfilarie ai cani sani. Per una corretta descrizione
degli effetti della filaria è senz’altro più
completa la lettura di un testo medico o, meglio ancora,
la consultazione del vostro veterinario di fiducia, io mi
limito ad accennare che le microfilarie, una volta raggiunto
il torrente sanguigno, crescono, localizzandosi poi nell’arteria
polmonare e nel cuore. I segnali che ci devono mettere in
allarme quando vediamo che il nostro amico non sta bene,
sono di solito il fatto che si stanca facilmente, e la possibile
presenza di tosse e difficoltà respiratoria. Portiamo
quindi il nostro Fido dal veterinario che con un esame del
sangue potrà tranquillizzarci o confermare il nostro
sospetto. Nel caso sia confermata la patologia, la terapia
è sia costosa che rischiosa, e purtroppo la salvezza
del cane non può essere garantita. Conviene quindi
puntare molto sulla prevenzione, per evitare che i nostri
amici a quattro zampe vengano infettati. La prevenzione
è semplicissima, basta recarsi dal vostro veterinario,
chiedergli di eseguire il test con poche gocce di sangue
del cane, e in pochi minuti avrete l’esito. Se il
nostro amico risulterà negativo, il veterinario prescriverà
un prodotto da somministrargli una volta al mese, o anche
ogni due, nella forma di compresse o liquido, nel periodo
estivo. Nelle nostre zone solitamente si provvede a questo
nel periodo da aprile/maggio fino a ottobre/novembre. Un
piccolo accorgimento e un’attenzione dovuta nei confronti
dei nostri amici, per assicurarci della loro salute. Non
è una malattia da sottovalutare, e a questo proposito
ricordo quando me ne parlò per la prima volta il
veterinario di Rolly. Per farmi comprendere bene le possibili
conseguenze mi mostrò una foto di un cane che ne
era stato colpito e me la ricordo ancora oggi, dopo nove
anni. Scriveteci le vostre esperienze a club@fidobau.it,
oppure telefonate al 348.8819981. Per partecipare al Forum
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Susi Tassinari
Presidente Fidobau Club
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17/07 ORA CHE E' FATTA LA LEGGE CHE NON SI TROVI SUBITO
L'INGANNO |
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Puntualmente,
quando arrivano le vacanze, giornali e televisioni ci richiamano
sul problema dell’abbandono degli animali, lanciando
appelli affinché questo scandalo non avvenga. E invece
ogni anno non solo questa situazione si ripete, ma sembra
che peggiori, viaggiando a braccetto con l’aumento
della diffusione degli animali domestici. Tutti noi che
li amiamo sappiamo benissimo che i nostri amici non ci fanno
compagnia solo per 11 mesi all’anno, che non sono
oggetti, e che per noi sono a tutti gli effetti ed affetti
membri della nostra famiglia. Certo è un problema
cercare un luogo adatto, che ci consenta di trascorrere
le ferie anche con loro, o una sistemazione temporanea a
casa, ma di sicuro non dobbiamo considerarlo un grosso sacrificio.
Va visto come un aspetto del quale occuparsi, come quando
si hanno i bambini piccoli o i genitori anziani, o qualcuno
che ha bisogno di un’attenzione maggiore. Normale,
se si tiene alla famiglia e a dimostrare il nostro amore.
Finalmente, la scorsa settimana è stata approvata
una nuova legge contro l’abbandono e il maltrattamento
degli animali. Finalmente dico!!! Ricordo benissimo che
il nostro cane e i nostri gatti non ci hanno imposto di
entrare nella nostra casa, ma siamo stati noi a decidere
che questi esseri pieni di amore ci facessero compagnia
e condividessero con noi parte della nostra vita. Questa
legge non può che farci un gran piacere. Vedremo
se sarà un deterrente sufficiente per quelle persone
abituate a prendere un animale per sbarazzarsene poi alla
prima difficoltà, lasciandolo in posti qualsiasi,
magari anche dove può creare pericolo sia per se
stesso che per le persone. Speriamo che fatta la legge non
si trovino gli inganni. Per consolarci non possiamo fare
a meno di notare che aumentano le località di villeggiatura
e le strutture organizzate per accogliere anche i nostri
amici, e che anche in città ci sono occasioni economicamente
abbordabili per risolvere degnamente la questione, se proprio
non se ne può fare a meno. Inoltre, tra multe e pene
previste dalla nuova legge, se adeguatamente applicate,
non ci sarà proprio più scusante valida per
chi non ha ancora capito quale rispetto dobbiamo ai nostri
amici a quattro zampe, esserini capaci di darci tanto amore.
In cambio, lo diciamo sempre tutti, si accontentano di poco
e per avere un corretto rapporto con loro dobbiamo proprio
partire dal dovuto rispetto, da quando li scegliamo per
accoglierli in casa in avanti, 7 giorni su 7, 12 mesi all’anno.
Non a rate. Scriveteci le vostre esperienze a club@fidobau.it,
oppure telefonate al 348.8819981. Per partecipare al Forum
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Susi Tassinari
Presidente Fidobau Club
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24/07 PRENDERE UN ANIMALE E' ASSUMERNE LA RESPONSABILITA' |
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Prendere
un animale domestico significa fare una scelta, ed assumersene
le relative responsabilità. Penso che questo sia
un concetto condiviso da chi ama davvero gli animali e non
li considera come giocattoli provvisori. E’ quindi
dall’inizio, dal come la famiglia accoglie un nuovo
arrivo che si misurano le differenze. Se l’anno scorso
in casa nostra abbiamo adottato un piccolo vagabondo, il
gatto Calzino, che era capitato per caso davanti alla porta,
in questi mesi si è aggiunta una nuova gattina soriana,
Scheggia. Il nome deriva dalla velocità con la quale
s’infilava in casa non appena si apriva la porta.
La sua è una storia che tanti altri hanno vissuto,
e che ancora oggi, dopo regolamenti, leggi e carte dei diritti,
continua ad essere possibile anche nella nostra città.
Scheggia era stato portata in un’altra famiglia da
uno dei figli piccoli, che aveva voluto provare ad avere
un animale come compagno di giochi. I genitori l’avevano
avvisato che avrebbe dovuto provvedere alle necessità
della gattina, come mangiare e bere, ma poi, ciascuno preso
dai propri impegni, nessuno aveva controllato quanto questo
venisse messo in pratica. Risultato, Scheggia, abbandonata
a se stessa, aveva rapidamente cercato alternative, avventurandosi
nel circondario alla scoperta di nuove possibilità,
magari più allettanti. Forse da noi non ha trovato
il paradiso, ma di sicuro qualche ciotola piena, tante coccole,
e un cuscino comodo. Si è solo dimenticata di non
essere stata invitata, o scelta, ma di avere deciso tutto
da sola. Posti di fronte a questa situazione che cosa avremmo
dovuto fare? Ovviamente cercare di restituirla ai primi
proprietari ma poi, visto che scappava immediatamente e
s’intrufolava da noi, respingerla o accoglierla. Noi
siamo contentissimi ed è uno spasso vederla crescere
mentre segue e imita Calzino come se fosse un fratello maggiore,
ma ci siamo ritrovati a pensare come una scelta non sufficientemente
valutata di alcuni abbia comportato conseguenze per altri.
Noi non abbiamo avuto il cuore di scacciarla e di non darle
da mangiare, ma non possiamo trasformare casa in un centro
d’accoglienza per gatti sfortunati. Quindi, per favore,
chi non ha ancora riflettuto adeguatamente non conti sempre
sul buon cuore dei soliti ma, se decide di prendere un animale,
paghi anche il prezzo delle conseguenze, in modo più
intelligente, più civile. Scriveteci le vostre esperienze
a club@fidobau.it, oppure telefonate al 348.8819981. Per
partecipare al Forum di Giorgio Campanini, visitate il nostro
indirizzo web, www.fidobau.it.
Susi Tassinari
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31/07 QUANDO FIDO E' COSTRETTO AD ABITARE IN UN CONDOMINIO |
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Credo piacerebbe
a molti vivere in una bella casetta circondata da un po’
di verde, specialmente se in famiglia ci sono anche dei
quattrozampe, ma nella nostra realtà è più
diffusa quell’invenzione chiamata condominio. E in
un condominio ci si divide alla svelta fra chi ama e tollera
gli animali, e chi invece non li può soffrire. Non
si può negare che ciascuno abbia i propri diritti
e le proprie ragioni quindi, quando insorgono divergenze
nasce anche l’obbligo di trovare una soluzione che,
pur non potendo accontentare tutti, consenta però
al condominio di andare avanti. Se il buon senso fosse la
regola forse i tribunali avrebbero meno lavoro, ma di sicuro
si eviterebbero quelle posizioni estreme in cui ciascuno
si arrocca nel rivendicare unicamente i propri diritti a
discapito di quelli degli altri. Non pretendo di fare l’avvocato,
mestiere non mio, ma prendo atto, anche per esperienze dirette
di amici, che a volte è difficile trovare una via
di mezzo. Ovvio che sono istintivamente dalla parte di chi
ritiene di poter tenere un gatto o un cane anche se abita
in un condominio, ma devo anche ricordare che a volte ci
sono dei cani in grado di rendere la vita difficile ai vicini
con il loro comportamento. Una volta chiarito che ciascun
padrone deve fare il possibile per educare i propri animali,
e che non può venir meno alle norme igieniche, possiamo
parlare di cosa succede quando i nostri condomini dicono
che dobbiamo liberarci dei nostri amici quattrozampe perché
il regolamento condominiale ne vieta il possesso. Cito pareri
raccolti tra professionisti e rimando gli interessati alla
consultazione della pagina che abbiamo preparato a www.fidobau.it
per avere dettagli specifici. Se siamo in affitto, dobbiamo
verificare se il contratto col padrone di casa contempli
tale divieto, perché andrebbe considerato come clausola
contrattuale, e quindi rispettato. Se invece rientra nel
regolamento del condominio o è una decisione presa
dall’assemblea condominiale, anche a larghissima maggioranza,
secondo alcuni giudici non sarebbe applicabile perché,
essendo limitativa del diritto di proprietà, sarebbe
giuridicamente nulla. Quindi, in un condominio, nessuno
può obbligarci a non tenere il cagnolino o il gatto
che abbiamo adottato. Resta la condizione che non arrechi
disturbo alla quiete pubblica, ma tale disturbo dev’essere
provato e vagliato, non semplicemente insinuato o sospettato.
Fate attenzione che questa strada non rappresenti in realtà
un tentativo di intimidirvi, ma pretendete che venga dimostrato
e se l’accertatore riconosce che il vostro Fido abbaia
un po’, come fanno tutti i cani, ma senza esagerare,
avrete una freccia in più al vostro arco per difendervi.
Scriveteci le vostre esperienze a club@fidobau.it, oppure
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