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02/10 QUANDO IL CANE DEVE FARE IL BAGNETTO |
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Il mio
cane è un meticcio, così tanto meticcio che
per me è difficile sapere da quali razze deriva.
E’ di taglia media, maschio e si chiama Bobby. Io
dico che è intelligente, perché di solito
quando lo chiamo arriva da me, e perché capisce sempre
se ho in mano qualcosa da mangiare. Vivo in una casa in
campagna che ha attorno dei campi e posso lasciare che Bobby
corra tutte le volte che ne ha voglia, in ogni stagioni
dell’anno. Ma Bobby ama molto stare in casa e una
cosa che ho dovuto imparare a fare è stata quella
di lavarlo. Non sono un professionista nemmeno adesso che
lo faccio da alcuni anni, quindi considerate quanto dico
come una mia esperienza personale, certamente perfezionabile.
Come vasca ne uso una di plastica, piuttosto grande, col
fondo piatto sul quale stendo un tappetino antiscivolo,
in modo che Bobby non perda l’equilibrio. Se lo vedo
ben disposto lo lascio libero, altrimenti lego una corda
al collare e la assicuro ad una maniglia in bagno per fargli
tenere alta la testa ed evitare che scappi in giro per casa
quando è tutto bagnato e insaponato. E’ successo,
e mia moglie non è stata felice. Basta anche lasciare
chiusa la porta, e in pochi minuti lo riacchiappo. La temperatura
della stanza dev’essere adeguata al clima, specialmente
nei mesi freddi, mentre l’acqua è tiepida.
Mi è stato sconsigliato di usare detersivi strani,
come quelli da cucina, o gli shampoo che usiamo noi, perché
possono alterare il ph della pelle e causare inconvenienti,
e allora acquisto in negozio dei prodotti appositi. In alternativa
tutti dicono che si può usare il sapone di Marsiglia,
ma io sono contento così. Lo shampoo non viene messo
direttamente sul cane, ma diluito in una bacinella d’acqua
e lo uso dopo aver bagnato completamente Bobby. Lo lavo
procedendo dalla testa verso la coda, stando molto attento
che non gli vada nulla negli occhi o nelle orecchie, che
sono sempre state delicate. Lavaggio, shampoo, risciacquo,
frizione con asciugamano, accurata per togliere la maggior
quantità d’acqua possibile, poi phon per finire
il lavoro. Bobby odia il rumore del phon, anche se ne ho
trovato uno molto silenzioso, ma lo tollera perché
sa che significa la fine del tormento. In genere lo lavo
completamente una volta al mese, parzialmente quando torna
a casa infangato, curando la pulizia dei piedi. Non è
proprio un divertimento per nessuno, ma ormai è una
prassi che ci consente di lasciarlo scorrazzare in casa,
libero di saltare sul divano buono per farsi accarezzare
o per un meritato sonnellino. Scriveteci le vostre esperienze
a club@fidobau.it, oppure telefonate al 348.8819981. Per
partecipare al Forum di Giorgio Campanini, visitate il nostro
indirizzo web, www.fidobau.it.
Franco Spaggiari
Socio Fidobau
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16/10 TUTTO QUELLO CHE C'E' DA FARE PER IL PASSAPORTO
EUROPEO |
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Con l’inizio
di ottobre è diventato operativo l’utilizzo
obbligatorio del passaporto per alcuni tipi di animali domestici,
cioè cani, gatti e furetti, in caso di spostamenti
fra stati membri dell’Unione Europea. Per capire cosa
cambia e come dobbiamo comportarci abbiamo controllato la
situazione nel reggiano, anzi proprio nel comune di Reggio,
perché possono esserci differenze. Per chi parte
da zero il cammino incomincia dall’Anagrafe Canina
del Comune di Reggio, anzi, dall’ufficio postale.
Prima bisogna versare € 3.00 sul C/P 12269429 di competenza
e, con la ricevuta recarsi all’Anagrafe per ritirare
il microchip da impiantare all’animale, assieme ai
certificati necessari. Attenzione perché questo vale
non solo per i cani, ma anche per i gatti e i furetti, se
vi fosse sfuggito. Poi si va dal veterinario di fiducia
e si provvede, a pagamento, all’intervento di posizionamento
e, se dovuto, alla vaccinazione antirabbica. Poi si torna
al comune con i certificati compilati dal veterinario, si
ottiene un timbro di convalida, e si passa all’AUSL.
Telefonate prima al Servizio Veterinario per ottenere l’appuntamento,
variabile a seconda degli impegni già in essere,
e non provate ad andarci direttamente con l’animale
al seguito nel normale orario di apertura. Qui otterremo,
dopo l’opportuna visita del medico, il passaporto.
Costo € 4.40 che dovremo pagare solo dopo aver ricevuto
a casa la relativa fattura con allegato bollettino postale
per il versamento. La notizia buona è che fatto una
volta, non si deve rifare tutti gli anni. Occorre però
tener presente che le vaccinazioni obbligatorie scadono,
quindi non finisce tutto lì. Altra buona notizia
per noi reggiani. L’Ordine dei Veterinari presieduto
dal Dott.Bursi ha approvato una convenzione col Comune che
dovrebbe risolvere diversi problemini, eliminando qualche
giro di troppo. Non appena completato il suo iter, qualche
mese forse, basteranno la parte dell’AUSL e quella
del veterinario autorizzato, che sarà in grado di
fornire direttamente il microchip, completando l’inoltro
della documentazione al comune di residenza del proprietario
dell’animale. Per finire, vi giriamo la raccomandazione
dell’AUSL di non aspettare l’ultimo giorno prima
di partire, ma di organizzarvi per tempo anche perché,
come ci ricordano gli amici veterinari, in realtà
all’interno dell’Unione Europea esistono ancora
regole diverse per alcuni stati, che prevedono esami aggiuntivi
a determinate scadenze. Inoltre, in caso di smarrimento
il passaporto deve essere duplicato mentre, in caso di decesso
dell’animale, occorre segnalarlo all’Anagrafe
Canina. Per tenervi aggiornati sulle procedure consultate
il nostro sito, www.fidobau.it, con la speranza che quanto
detto prima non vi faccia venir voglia di abbandonare i
vostri amici domestici anziché portarli con voi.
Scriveteci le vostre esperienze a club@fidobau.it, oppure
telefonate al 348.8819981. Per partecipare al Forum di Giorgio
Campanini, visitate il nostro indirizzo web, www.fidobau.it.
Susi Tassinari
Presidente Fidobau Club |
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23/10 QUANDO LA TOELETTATURA DEL CUCCIOLO DIVENTA UN PIACERE |
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Chi ha
avuto la fortuna di visitare l’Esposizione Canina
Internazionale di Reggio, curata anche quest’anno
dal Gruppo Cinofilo Reggiano, grazie agli oltre 3.000 esemplari
presenti, ha potuto ammirare non solo una notevole varietà
di razze, ma anche dei campioni internazionali di eccezionale
bellezza. Girando nella zona espositiva si scopriva che
parte dello spettacolo era costituito in realtà da
noi stessi, i proprietari, a volte allevatori professionali,
altre solo amatoriali, altre ancora fortunati detentori
di un singolo esemplare. Ed ho notato maggiormente una caratteristica
che in realtà avevo visto anche in occasione della
registrazione delle puntate di Pianeta Cane, negli studi
di Telereggio, cioè lo sviluppo di estensioni della
mano chiamate spazzole. Per alcuni proprietari spazzolare
il pelo del proprio amico a quattrozampe è un’attività
così praticata da diventare un gesto inconscio, talmente
naturale e aggraziato da sembrare una poesia mimata. Però
credo che nella scelta della razza del cucciolo da portare
a casa, le necessità di cura del pelo e di tolettatura
dovrebbero rientrare tra i parametri da considerare obbligatoriamente,
altrimenti si rischia di trasformare in un calvario, per
tutti, quelle che invece sono norme da osservare con piacere.
Ovvio che le manifestazioni di bellezza richiedono attenzioni
maggiori, ma questo non significa che nella vita quotidiana
si possano ignorare o trascurare. Questo per dire che mi
sono ritrovata a riflettere su quello che mi succede quando
devo spazzolare Rolly, il volpino di Pomerania del nostro
gruppetto di ragazzi. Non avendo un tavolino apposito, di
solito lo metto in piedi sul coperchio della lavatrice,
spenta ovviamente, anche se a volte a mio marito è
venuta la tentazione di fargli provare la centrifuga. Ormai
sa già quello che succede, e i primi dieci minuti
porta pazienza lasciandosi spazzolare e prendendosi le coccole,
poi, superato il limite, incominciano i brontoliii che mi
devono segnalare la fine del tempo tollerabile. Gli ultimi
colpi poi lo rimetto per terra, lo ammiro contenta per il
suo aspetto, ordinato ed elegante, molto fiero nel portamento,
e infine l’osservo correre, specialmente se è
appena piovuto, in mezzo all’erba del giardino. Invidio
sempre un po’ chi ha un cane immacolato, pettinatissimo,
infiocchettato e laccato, ma in fondo anche i monelli disordinati
hanno bisogno di una casa e di una famiglia. Io sono felice
dei miei piccoli, e delle gioie che mi danno, quindi, se
avete la mia stessa fortuna, non preoccupatevi e non lasciate
che vi scoraggino, facendovi rinunciare a quei pelosi batuffoli
d’amore. Scriveteci le vostre esperienze a club@fidobau.it,
oppure telefonate al 348.8819981. Per partecipare al Forum
di Giorgio Campanini, visitate il nostro indirizzo web,
www.fidobau.it. Susi Tassinari
Presidente Fidobau Club |
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