07/11 QUANDO IL CUCCIOLO DIVENTA INCORREGGIBILE PANTOFOLAIO
Il mio cane è un meticcio, così tanto meticcio che per me è difficile sapere da quali razze deriva. E’ di taglia media, maschio e si chiama Bobby. Io dico che è intelligente, perché di solito quando lo chiamo arriva da me, e perché capisce sempre se ho in mano qualcosa da mangiare. Vivo in una casa in campagna che ha attorno dei campi e posso lasciare che Bobby corra tutte le volte che ne ha voglia, in ogni stagioni dell’anno. Ma Bobby ama molto stare in casa e una cosa che ho dovuto imparare a fare è stata quella di lavarlo. Non sono un professionista nemmeno adesso che lo faccio da alcuni anni, quindi considerate quanto dico come una mia esperienza personale, certamente perfezionabile. Come vasca ne uso una di plastica, piuttosto grande, col fondo piatto sul quale stendo un tappetino antiscivolo, in modo che Bobby non perda l’equilibrio. Se lo vedo ben disposto lo lascio libero, altrimenti lego una corda al collare e la assicuro ad una maniglia in bagno per fargli tenere alta la testa ed evitare che scappi in giro per casa quando è tutto bagnato e insaponato. E’ successo, e mia moglie non è stata felice. Basta anche lasciare chiusa la porta, e in pochi minuti lo riacchiappo. La temperatura della stanza dev’essere adeguata al clima, specialmente nei mesi freddi, mentre l’acqua è tiepida. Mi è stato sconsigliato di usare detersivi strani, come quelli da cucina, o gli shampoo che usiamo noi, perché possono alterare il ph della pelle e causare inconvenienti, e allora acquisto in negozio dei prodotti appositi. In alternativa tutti dicono che si può usare il sapone di Marsiglia, ma io sono contento così. Lo shampoo non viene messo direttamente sul cane, ma diluito in una bacinella d’acqua e lo uso dopo aver bagnato completamente Bobby. Lo lavo procedendo dalla testa verso la coda, stando molto attento che non gli vada nulla negli occhi o nelle orecchie, che sono sempre state delicate. Lavaggio, shampoo, risciacquo, frizione con asciugamano, accurata per togliere la maggior quantità d’acqua possibile, poi phon per finire il lavoro. Bobby odia il rumore del phon, anche se ne ho trovato uno molto silenzioso, ma lo tollera perché sa che significa la fine del tormento. In genere lo lavo completamente una volta al mese, parzialmente quando torna a casa infangato, curando la pulizia dei piedi. Non è proprio un divertimento per nessuno, ma ormai è una prassi che ci consente di lasciarlo scorrazzare in casa, libero di saltare sul divano buono per farsi accarezzare o per un meritato sonnellino. Scriveteci le vostre esperienze a club@fidobau.it, oppure telefonate al 348.8819981. Per partecipare al Forum di Giorgio Campanini, visitate il nostro indirizzo web, www.fidobau.it.

Franco Spaggiari

Socio Fidobau


13/11 SE L'AMICO A QUATTRO ZAMPE RICORDA TAMBURINO DI DISNEY
Willy è un maschietto di 9 mesi. Nel complesso un paio di chiletti ben assortiti di muscoli e pelliccia così morbida che quando l’accarezzi ti sembra di toccare una nuvola di cipria. Ufficialmente è un coniglio Testa di Leone, ma per tutta la famiglia è semplicemente il ragazzo di casa. Non studia, e nemmeno lavora, ma non teme di essere considerato uno sciagurato perché è troppo impegnato a giocare e a farsi coccolare. Quando mi siedo sul divano, la sera, davanti alla televisione, mi salta in braccio e poi incomincia a leccarmi per farmi i complimenti. Se vede che sono disponibile, allora mi porta anche il suo compagno, un coniglietto di peluche, per poter giocare tutti e tre assieme, altrimenti se ne sta buono, contento di essere in compagnia. E poi un lavoro vero e proprio in definitiva ce l’ha, quello di sentinella di casa. Ha infatti il coraggio tipico della sua razza, sempre allerta, con le orecchie pronte a captare i rumori sospetti, e quando gli succede di sentire un pericolo, come il gatto dei vicini a passeggio nei dintorni, prima ci avvisa battendo ritmicamente una zampa sul pavimento, come il Tamburino dei cartoni Disney, poi si dilegua con cortese sollecitudine nella direzione opposta. La notte la passa nella sua stanza, spaparanzato sui tappetini perché non ama il chiuso della casetta di legno che gli avevamo preso, per lo più dormendo, in modo da poter essere in forma di giorno, quando deve correre fra i piedi di tutti per non perdersi nulla di ciò che succede. E forse anche perché ha imparato qual è la cucina e che chi esce da quella stanza di solito ha in mano un dolcetto alla yogurth o ai frutti di bosco apposta per lui. Ma quello che lo fa impazzire è la cocomera. Un sorriso alla Bugs Bunny, con incisivi ben in mostra, e due baffi rossastri ai lati della bocca, ecco quello che succede quando gliene possiamo dare una fetta. Altrimenti non è un problema nutrirlo. Oltre ai mangimi che si comperano in negozio, e alle vitamine quando necessario, ci siamo organizzati con l’erba medica. Chi esce ne raccoglie un po’ nei campi, quando è il periodo, altrimenti attingiamo alla scorta, fatta essiccare per i tempi duri, accompagnandola con qualche pezzo di carota o di mela. Anche nella mele ha i suoi gusti, e quando è Melinda allora va veramente bene.


Marinella

Socio Fidobau


20/11 CHE BELLO SE NON FOSSERO PIU' NECESSARI CANILI E GATTILI
Appuntamento stamattina alla sala conferenze dell’ex Tribunale di Reggio, in via Emilia S.Pietro, per un seminario su un’argomento per noi molto importante, la vita in città con gli animali. Tra i temi dell’incontro spicca, dopo le ore 10.00 circa, la presentazione dell’opuscolo realizzato dalla Dott.ssa Laura Montanari, dirigente del Servizio Ambiente comunale, partendo dalle domande che più frequentemente pongono i nostri concittadini sulle tematiche legate agli animali, con informazioni e consigli utili per risolvere piccole e grandi questioni. L’Ufficio Fauna Urbana e Diritti degli Animali di Reggio, che dev’essere considerato come punto di riferimento per chi desidera approfondire i contenuti del seminario odierno, non ha ancora comunicato quando questa pubblicazione, ancora fresca di stampa, verrà diffusa sul territorio, ma ce ne saranno sicuramente disponibili delle copie in anteprima per i presenti in sala. Sempre interessante lo studio condotto dalla Prof.ssa Paola Valsecchi, docente dell’Università di Parma, sui cambiamenti fisiologici e nel comportamento dei cani costretti a vivere in canile. Preferiremmo che non ci fosse alcun bisogno di strutture come i canili e i gattili, e che tutti i nostri amici quattrozampe avessero il conforto di una famiglia che li coccola in un ambiente di vita idoneo, ma la nostra società ha esigenze che devono comunque essere risolte. La speranza è che i risultati di questa attenta analisi, voluta nel suo mandato comunale dall’Assessore Luciano Gobbi, consenta almeno di alleviare le sofferenze di chi, in attesa di adozione, può anche passare l’intera esistenza al loro interno. Altro tema, il punto di vista dei bambini, espresso con disegni e testi degli allievi di scuole come quella elementare di Ghiarda. E’ il frutto di un’esperienza didattica che ci consente di comprendere, attraverso gli occhi e i pensieri dei nostri figli, quale sia il messaggio che stiamo trasmettendo alle prossime generazioni e se stiamo affrontando correttamente un’aspetto cruciale del futuro. Completano la giornata l’intervento di un tecnico, il veterinario Dott. Carminio Gambacorta, che spiegherà il ruolo degli animali come mediatori per l’apprendimento, e lo spazio riservato alle domande del pubblico. Nell’insieme una bella iniziativa che dimostra, come altre anche recenti, la possibilità di affrontare concretamente, e col supporto di sponsor privati, temi sentiti dai cittadini senza dover ricorrere obbligatoriamente ad eventi monumentali, ma aprendosi sul territorio.
Scriveteci le vostre esperienze a club@fidobau.it, oppure telefonate al 348.8819981. Per partecipare al Forum di Giorgio Campanini, visitate il nostro indirizzo web, www.fidobau.it.
Susi Tassinari
Presidente Fidobau Club



27/11 ATTENZIONE, C'E' ANCHE CHI POTREBBE RAPIRTI IL CAGNOLINO
E’ sempre un piacere ritrovarsi a parlare dei nostri piccoli amici, e le diverse esperienze vissute dai nostri soci sono un patrimonio importante a cui attingere per risolvere tanti problemi, anche grandi, che ci capitano nella vita di tutti i giorni. Alle volte si trattano argomenti poco piacevoli, come la perdita di un animale o la sua scomparsa da casa, e delle conseguenze anche emotive che ci provocano. Se li ami davvero, perderli è un dolore profondo, perché per noi non sono oggetti da cambiare o abbandonare a seconda delle mode o delle vacanze, ma sono grandi affetti. Con loro stringiamo rapporti di comprensione e di rispetto, soprattutto per le loro esigenze, facendoli diventare componenti della famiglia. Siamo abituati a pensare che se non rientrano a casa dopo una passeggiata è perché si sono persi, o hanno avuto un incidente, ma in realtà c’è una terza ipotesi che purtroppo succede, quella che siano stati rapiti, o come si dice di solito, rubati. Come dobbiamo infatti considerare l’azione di chi, per proprio interesse o cattiva intenzione, ci sottrae uno dei nostri affetti? Regolamenti e leggi sulla tutela degli animali, sia quelli nazionali che le iniziative reggiane, si preoccupano di punire chiunque maltratti questi esseri viventi, o arrecandogli danni fisici, o costringendoli a vivere in condizioni disagiate. Ma se qualcuno se ne impossessa, commette un furto o un rapimento? Per lo Stato pare che si tratti semplicemente del furto di una proprietà, come se ci rubassero l’auto o la bicicletta, ma per noi non è così semplice. In realtà veniamo colpiti anche e forse principalmente nei sentimenti, non nel borsellino. La sofferenza che si prova può essere immensa e provocare disperazione. E la ricompensa in denaro che solitamente si offre tiene conto spesso più del valore affettivo che di quello economico. Sono segnali di quanto sia cambiato il nostro modo di sentire il rapporto con gli animali di casa, non più cibo né giochi, ma amici. E se è vero che sono esseri senzienti, capaci di emozioni e di paure, per questo chi se ne impossessa dovrebbe essere considerato un rapitore, e non solo un ladro. E noi tutti dovremmo ritenerlo tale, comportandoci di conseguenza e costringendolo, quando ne veniamo a conoscenza, a restituire il piccolo alla sua famiglia. E quando troviamo un vagabondo, prima di adottarlo, dovremmo anche verificare se non c’è qualcuno che lo cerca disperatamente, perché la gioia di qualcuno può essere il dolore di un altro. Consideratela pure come una provocazione, ma credo che si dovrebbe affrontare anche questo aspetto, senza esagerare, ma tenendo presente la realtà che cambia. Scriveteci le vostre esperienze a club@fidobau.it, oppure telefonate al 348.8819981. Per partecipare al Forum di Giorgio Campanini, visitate il nostro indirizzo web, www.fidobau.it.
Susi Tassinari
Presidente Fidobau Club








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